Il Massiccio del Matese, imponente complesso montuoso di origine carsica, cela nelle sue profondità un sistema di grotte di straordinaria bellezza, che lo rendono uno dei siti ipogei più importanti dell’Appennino meridionale. Tra questi, l’Abisso Pozzo della Neve si distingue per la sua maestosità e complessità.
Situato nella faggeta di Costa del Carpine, in località Tornieri, all’interno dell’Oasi WWF di Guardiaregia-Campochiaro, questo spettacolare abisso si trova in un’area protetta di grande valore ambientale, parte della più vasta zona SIC-ZPS del Molise. L’abisso presenta due ingressi: il principale, a quota 1330 m s.l.m., è di origine naturale, mentre il secondario, a 1368 m s.l.m., è stato aperto artificialmente nel 1984.
Con una profondità di 1048 metri e uno sviluppo complessivo di 8 chilometri, il Pozzo della Neve si classifica al sesto posto tra le grotte più profonde d’Italia e al 51° nel ranking mondiale. La sua esplorazione ha inizio nel 1955 grazie a un gruppo di speleologi romani, che raggiunsero una profondità di -110 m. Ulteriori spedizioni nel 1962 e nel 1972 permisero di scoprire nuovi rami fino a -731 m, mentre nel 1988 venne raggiunto il fondo della grotta a -1.045 m. Dal 2008, il collettivo Speleomatese, composto da numerose associazioni e speleologi, continua le esplorazioni attraverso campi estivi dedicati.