Abbazia di Santa Maria di Faifoli: gioiello di fede

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Adagiata nella pianura che da Montagano digrada verso il Biferno, la chiesa di Santa Maria di Faifoli affonda le sue radici nell’XI secolo, come suggerisce la sua probabile datazione. La prima testimonianza certa risale al 1260, data incisa sul portale d’ingresso. Un tempo affiancata da un monastero benedettino del 1134, oggi scomparso, la chiesa visse un periodo di oblio per poi essere restaurata e riconsacrata nel 1705 dal futuro papa Benedetto XIII, evento testimoniato da lapidi e un dipinto.

Dopo un periodo di abbandono e danni causati dal terremoto del 1805, la chiesa fu recuperata nel 1811 dal nobile Quintiliano Petrone. Passata poi alla famiglia Janigro, fu destinata ad uso pubblico nel 1971 e sottoposta a restauri che ne modificarono l’interno. Acquistata dal comune di Montagano nel 1998, ulteriori interventi ne hanno preservato la struttura.

La facciata a capanna presenta un semplice portale ogivale, una nicchia e un finestrone semicircolare. L’interno a tre navate custodisce lapidi dedicate a papa Benedetto XIII e all’altare maggiore un dipinto della Madonna con il Bambino. Un elemento originario è la balaustra del presbiterio.

Di particolare valore è la statua lignea settecentesca della “Madonna della Transumanza”, raffigurante la Vergine su un tronco di quercia con angeli, simbolo del legame con il mondo pastorale e le vie tratturali. Conosciuta come Madonna Incoronata, è celebrata l’ultima domenica di aprile con una processione in cui l’onore di portare la statua è messo all’asta, tradizione che vede spesso prevalere le donne. Santa Maria di Faifoli è un luogo che narra secoli di storia, fede e tradizioni nel cuore del Molise.

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