Nel centro di Petrella Tifernina, il complesso monumentale di San Giorgio Martire rappresenta una delle più affascinanti testimonianze dell’architettura romanica molisana. Parte di un “trittico” architettonico che comprende resti bizantini, longobardi e romanici, la chiesa è meta di studiosi, appassionati d’arte e turisti.
Costruita tra il XII e il XIII secolo, San Giorgio Martire mostra all’esterno e all’interno un diverso sviluppo stilistico a causa della lunga durata dei lavori. L’unico documento che ne attesta la datazione è l’iscrizione nella lunetta del portale principale. Nonostante incendi e periodi di chiusura, restauri recenti hanno restituito all’edificio un’unità stilistica, liberandolo dalle aggiunte successive al XVIII secolo.
La chiesa, a pianta basilicale senza transetto, misura circa 30 metri di lunghezza per 15 di larghezza. Si distingue per le tre navate absidate, le monofore strombate e la decorazione esterna a archetti pensili e colonnine sottili. I muri, sorretti da pilastri quadrilobi in pietra calcarea, dividono la navata centrale da quelle laterali, mentre la facciata a salienti, orientata a nord, è caratterizzata da una finestra centrale, innovazione introdotta dalle maestranze locali in sostituzione del tradizionale rosone.
L’interno, arricchito da colonne lombarde a base cruciforme, vanta capitelli scolpiti con grande maestria e varietà di motivi: foglie, volute, mascheroni e figure umane ispirate ai modelli pugliesi e orientali, filtrati dalla tradizione locale. Questi elementi rendono San Giorgio Martire unica nel panorama romanico molisano.
Tra i tesori custoditi, spicca la Tomba Ducale posta nella navata destra, che accoglie le spoglie di Antonio e Alfonso Carafa, ultimi feudatari di Petrella. Sopra la tomba, un gruppo marmoreo realizzato nel 1763 da Muzio Carafa mostra lo stemma di famiglia circondato da bandiere scolpite.
Con i suoi 30 metri di altezza e i 54 gradini che portano alla cella campanaria, San Giorgio Martire è a tutti gli effetti uno dei monumenti più imponenti del Molise. Visitare questo complesso significa immergersi in un patrimonio di arte, fede e storia che racconta il millenario intreccio di culture che hanno attraversato il territorio.