La cripta di Pietracupa: gioiello scavato nella roccia

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Nel cuore della roccia di Pietracupa, piccolo borgo molisano noto per le sue grotte, si trova un luogo dal fascino unico e dalla storia millenaria: la Cripta. Tra le cavità più grandi del paese è passata nei secoli da rifugio abitativo a spazio sacro, da tribunale a prigione, fino a diventare oggi un luogo di culto e raccoglimento.

Originariamente abitata dai primi seguaci di Papa Celestino V, la Cripta fu poi trasformata in tribunale durante l’Inquisizione e, successivamente, in carcere e luogo di esecuzioni. Tracce evidenti di quel passato oscuro sono ancora visibili: sulla volta si notano i punti di ancoraggio delle travi per le impiccagioni e sulle pareti i fori usati per far passare le catene. Durante la Seconda Guerra Mondiale, la grotta divenne rifugio sicuro contro i bombardamenti aerei.

La rinascita della Cripta iniziò negli anni Settanta grazie a Mons. Orlando Di Tella. Dopo averla riaperta nel 1976, l’allora parroco la ripulì e riportò alla luce numerosi reperti, tra cui un prezioso crocifisso ligneo medievale senza braccia. È proprio questa statua a diventare simbolo della nuova vocazione del luogo: “Siate voi le mie braccia”, sembra sussurrare ai fedeli.

L’altare attuale è ricavato da una macina circolare del vecchio mulino del paese, un chiaro rimando alla semplicità e al legame con la terra. La disposizione della grotta intorno all’altare crea un senso profondo di comunità e raccoglimento.

Durante le festività natalizie la Cripta si trasforma in uno scenario emozionante: vengono esposti un Bambino Gesù in legno d’olivo, a grandezza naturale, proveniente da Nazareth, e un calice in legno acquistato a Betlemme. Entrambi sono stati benedetti da Papa Giovanni Paolo II e utilizzati durante le celebrazioni che vedono la partecipazione di zampognari, fiaccole, canti tradizionali e visitatori da tutta la regione.

Oggi la Cripta è meta di pellegrinaggi e scelta da molte coppie per celebrare il loro matrimonio, attratte dall’atmosfera suggestiva e spirituale. Grotta, stalla, ruota di molino: ogni elemento richiama la Natività, in un luogo dove storia, fede e tradizione si fondono in un’esperienza indimenticabile.

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