Il Castello di Tufara: sentinella tra storia e leggenda

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Arrivando a Tufara, piccolo borgo incastonato tra le colline molisane, è impossibile non restare affascinati dalla sagoma imponente del Castello, che svetta maestoso su una rupe di tufo. Qui, dove il tempo sembra rallentare, ogni pietra racconta secoli di strategia, nobiltà e, sì, anche un po’ di mistero.

Costruito dai Longobardi su un rilievo tufaceo di modeste dimensioni, il castello nasce come avamposto militare. La sua posizione strategica, a cavallo tra l’Apulia e il Ducato di Benevento e vicino al tratturo Celano-Foggia, lo rendeva un punto di sorveglianza essenziale.

Con il passare dei secoli, soprattutto grazie ai lavori voluti da Decio Crispano nel XVI secolo, il castello cambia pelle: da fortezza militare diventa una residenza nobiliare, assumendo una curiosa forma “a fagiolo”, come la definiscono alcuni storici. Passato poi nelle mani delle famiglie Carafa e Pignatelli, il castello attraversa un lento declino, abbandonato a se stesso fino ai restauri avviati negli anni ’80 del Novecento.

Oggi il Castello di Tufara è un luogo che conquista. Camminando tra le sue mura si respira ancora l’atmosfera medievale: le torri, il camminamento merlato, le feritoie e gli ambienti interni riportati alla luce raccontano una storia di potere e resistenza. Tra le stanze più suggestive spiccano una sala rettangolare con ben diciassette nicchie, l’antico dormitorio, la sala delle armi e una zona dedicata alla cucina, con forni in maiolica perfettamente conservati.

Un tesoro nascosto? Le dieci cisterne scavate direttamente nel tufo, un ingegnoso sistema di raccolta dell’acqua che garantiva l’autosufficienza alla rocca anche durante gli assedi.

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