Agnone, scrigno d’arte e tradizioni nel cuore dell’Alto Molise, custodisce un piccolo tesoro dolciario che racconta secoli di saperi tramandati con amore: i confetti ricci. Non aspettatevi i soliti confetti lisci e perfetti. Qui, la mandorla si veste di zucchero in modo disordinato, irregolare, “riccio” appunto, in una danza di cristalli che ha il sapore dell’infanzia, delle feste di paese, delle mani esperte delle nonne.
La ricetta è antica, precisa, quasi sacra: mandorle di Avola, zucchero, gomma arabica e aromi naturali come cannella e chiodi di garofano. La preparazione è un rito, che inizia con un’Ave Maria e il segno della croce: un gesto che benedice il lavoro, quasi a dire che qui ogni confetto è una preghiera fatta dolce.
Nel cuore del laboratorio, la “bassina” – una caldaia di rame – gira lentamente. Il maestro confettiere versa a filo lo sciroppo caldo, osserva, attende. Piano piano, come per incanto, nasce il confetto riccio: croccante fuori, tenero dentro.
I confetti ricci non sono solo un dolce, sono un patrimonio. Oggi riconosciuti come Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT), sono la testimonianza viva di una comunità che sa ancora aspettare, celebrare, condividere.
Assaggiarli è un atto d’amore per la memoria.