L’eremo di Sant’Onofrio: gioiello del ‘400 a Casacalenda

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A pochi chilometri da Casacalenda, lungo la strada statale 87 che conduce a Campobasso, sorge il suggestivo Convento di Sant’Onofrio. Fondato nel 1407 per volontà del Beato Giovanni da Stroncone, Commissario Generale dei Frati Minori, il convento rappresenta ancora oggi un punto di riferimento per la spiritualità francescana e un prezioso scrigno di arte e storia.

Nonostante i secoli di decadenza e le soppressioni ottocentesche il convento è stato restaurato negli anni novanta ed è oggi abitato dai frati minori. All’interno della chiesa annessa, edificata nel settecento, si conservano numerose opere d’arte che testimoniano la ricca tradizione spirituale e artistica del luogo.

Tra queste spicca il maestoso Polittico dell’Annunciazione, attribuito alla scuola del pittore fiammingo Dirck, attivo a Napoli dal 1574. L’opera, recentemente restaurata, occupa un’intera parete e raffigura la scena dell’Annunciazione con la Vergine, l’Arcangelo Gabriele, la colomba dello Spirito Santo, Sant’Onofrio e San Bonaventura. Di notevole interesse anche una tela barocca del 1658 del pittore Benedetto Brunetti, che rappresenta la Porziuncola di San Francesco, ispirata all’incisione del Perdono di Assisi di Federico Barocci.

La chiesa conserva inoltre due emblemi francescani risalenti al XVI e XVII secolo, un altare dedicato a Sant’Antonio, decorato con piccoli dipinti sulla vita dell’eremita, e una statua lignea di Sant’Onofrio, patrono del paese. Quest’ultimo è raffigurato con lunghi capelli che gli coprono il corpo e accompagnato da una cerva, simbolo della sua vita ascetica nel deserto. Curiosamente, dal Cinquecento al Settecento nella chiesa venivano anche praticati esorcismi.

Il convento ospita altre opere lignee del XVII e XVIII secolo, tra cui una “Madonna con Bambino”, l’Immacolata e le statue di San Pasquale Baylon e San Pardo. Suggestivo è il chiostro con porticato, affrescato da antiche pitture murali, che conduce a un refettorio e a venticinque celle sul piano superiore.

Oggi il convento è anche luogo di accoglienza per uomini desiderosi di vivere momenti di preghiera e condivisione con i frati. La domenica si celebrano tre messe mentre il 4 ottobre si festeggia solennemente San Francesco.

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