Nel cuore del Molise, a pochi chilometri dal centro abitato di Cercemaggiore, sorge il Santuario di Santa Maria della Libera, luogo sacro che affonda le sue radici in una tradizione secolare. Secondo la leggenda nel 1412 un contadino, mentre arava un campo, ritrovò casualmente una statua lignea della Madonna all’interno di un grande vaso di terracotta. Dal punto del ritrovamento sgorgò un’acqua miracolosa, capace di guarire ogni male. La statua fu probabilmente nascosta durante un’epoca di pericolo iconoclasta e potrebbe provenire dalla chiesa di Santa Maria a Casale, antica dipendenza del monastero di San Lorenzo in Aversa.
Il crescente culto verso la Madonna della Libera portò all’edificazione di una cappella nel 1414, poi distrutta dal terremoto del 1456. Sullo stesso sito, nel 1489, i feudatari Alberico Carafa e Giovannella di Molise fondarono un complesso conventuale, affidato ai Domenicani. La chiesa, più volte ristrutturata, conserva ancora oggi la statua miracolosa.
Il santuario, lungo 37 metri e largo 12,54, presenta una facciata novecentesca con rosone in ferro e statue, frutto dei restauri del 2011-2013. L’ingresso conserva elementi rinascimentali e un portale ligneo del 1787 mentre l’interno, a navata unica con dieci cappelle laterali, è arricchito da stucchi ottocenteschi, una finta cupola, acquasantiere cinquecentesche, un organo settecentesco e una cripta dei frati datata 1750.
Notevoli anche le opere d’arte custodite: la tela della Madonna del Carmine di Sebastiano Pascale (1612), statue lignee di Paolo Saverio di Zinno e tele di Nicola Fenico. Molti elementi decorativi, come lapidi e affreschi, sono andati perduti nei lavori del 2007. Il coro ligneo, risalente al Settecento, è oggi parzialmente conservato, mentre tre moderne vetrate arricchiscono l’area del coro.
Il campanile, edificato nel 1503 e ridimensionato nel 1699, ospita tre campane e antichi volti apotropaici. Nella sagrestia, infine, si conserva un’antica iscrizione funeraria romana e un bancone ligneo firmato nel 1773.
Luogo di preghiera e memoria, il Santuario della Madonna della Libera è oggi anche dimora della comunità religiosa “Maria Stella dell’Evangelizzazione”, e continua ad attrarre fedeli e visitatori, testimone vivente di secoli di fede e arte.