Tra i paesaggi incontaminati di Filignano, nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e a ridosso delle maestose Mainarde, sorge la frazione di Cerasuolo, sede di un piccolo ma prezioso scrigno di memoria storica: il Museo Combat Road. Inaugurato nel 2016 grazie all’impegno dell’omonima associazione, questo museo nasce per raccontare e conservare le tracce lasciate dalla Seconda Guerra Mondiale lungo la Linea Gustav, che attraversava proprio questa zona.
Il territorio compreso tra la Valle del Volturno e le montagne circostanti fu teatro di intensi scontri tra le forze alleate e quelle tedesche. I membri dell’associazione Combat Road – Gino Di Sandro, Loris Di Meo, Marco Bruno, Alessandro Autenzio, Matteo Campopiano e Danilo Neri – hanno deciso di trasformare la loro passione per la storia in un’opera collettiva di conservazione e divulgazione. L’obiettivo è far conoscere, soprattutto ai più giovani, le drammatiche vicende belliche che hanno segnato questa parte del Molise, spesso dimenticata dai grandi manuali di storia.
All’interno del museo si trovano reperti originali, documenti d’epoca, uniformi militari, attrezzature e fotografie accuratamente catalogati e allestiti. Ogni oggetto esposto racconta una storia, ogni vetrina è un frammento di vita recuperato e restituito alla memoria collettiva. La visita al museo è gratuita e rappresenta un’esperienza immersiva ed emozionante, anche per chi non è particolarmente appassionato di storia militare.
Oltre all’allestimento museale l’associazione si dedica anche alla produzione di documentari storici e a un’attività di grande valore umano: il recupero e la restituzione delle piastrine militari ai familiari dei soldati che le avevano perse in battaglia. Un gesto simbolico ma potentissimo, che riannoda i fili della memoria familiare e storica.
Il Museo Combat Road non è solo un luogo di esposizione, ma un vero e proprio presidio culturale nato dal basso, animato dalla passione e dalla dedizione di giovani volontari che credono nel valore del ricordo. Visitare questo spazio significa entrare in contatto diretto con la storia del territorio e scoprire come, anche nei piccoli paesi, si custodiscano le radici profonde della nostra identità.