Situato su una collina nei pressi di Isernia, a circa 400 metri di altitudine, il Santuario dei Santi Cosma e Damiano è un luogo di culto che affonda le sue radici nella tradizione religiosa e popolare molisana. L’attuale edificio risale al 1523, anche se una prima cappella potrebbe essere sorta già nel 1130, sebbene manchino prove documentali certe. La chiesa è dedicata ai due fratelli medici martirizzati sotto l’imperatore Diocleziano e al suo interno conserva reliquie custodite in busti d’argento del XVII secolo e piccole statue in gesso.
L’architettura presenta una navata unica con soffitto a cassettoni, un’abside e affreschi di scuola napoletana che narrano la vita e i miracoli dei santi. Una delle peculiarità del santuario è la raccolta di ex voto: tavolette dipinte, fotografie, oggetti simbolici e figure antropomorfe che testimoniano la devozione popolare, soprattutto legata alla fertilità.
Non a caso, secondo alcune testimonianze storiche, il santuario sarebbe sorto sui resti di un antico tempio pagano dedicato a Priapo, dio della virilità. La continuità di un culto della fertilità, seppur trasfigurata in forma cristiana, è stata riportata anche dal diplomatico inglese William Hamilton nel XVIII secolo. La sua lettera, sebbene controversa, descriveva rituali con simboli fallici e pratiche legate al desiderio di maternità, attirando l’interesse di viaggiatori europei.
Ogni anno, il 26 e 27 settembre, il santuario diventa teatro di una veglia molto sentita: il primo giorno partecipano gli abitanti locali, il secondo quelli della città di Isernia. Le reliquie vengono portate in processione dalla cattedrale al santuario e i fedeli ricevono in dono boccette di olio benedetto.
Il santuario, con il suo porticato cinquecentesco e la scenografica scalinata d’accesso, si distingue per il contrasto tra la sobrietà esterna e la ricchezza degli interni. Un perfetto esempio di come fede, arte e memoria del passato si fondano in un unico, suggestivo luogo.