Immerso nelle campagne di Morrone del Sannio, il Convento di San Nazario rappresenta uno dei più antichi e affascinanti complessi religiosi del Molise. Fondato nel 1410, probabilmente grazie al contributo di benefattori locali, è ancora oggi testimonianza viva della presenza francescana in regione.
La struttura originaria comprendeva una chiesa a navata unica, affiancata da un convento con ventiquattro celle disposte attorno a un chiostro rettangolare. Nel corso dei secoli il complesso ha subito modifiche e restauri, ma ha mantenuto l’impianto essenziale e il suo valore spirituale.
In origine vi risiedevano sette frati e sette novizi impegnati nel lavoro di rilegatura dei libri e nella cura della comunità. La loro presenza rappresentava un punto di riferimento religioso e anche economico per l’intera zona. Una curiosa leggenda locale racconta che, durante la costruzione del convento, un’epidemia di rabbia colpì gli animali del territorio. San Nazario avrebbe suggerito di offrire loro pezzetti di pane come cura. Da questa storia nacque la tradizione della distribuzione del “pane benedetto”, oggi quasi del tutto scomparsa.
Documenti del 1593 testimoniano la presenza di otto religiosi, sostenuti dalle decime dei contadini della zona. Sebbene alcune fonti attribuiscano la fondazione del convento alla nobile famiglia Carafa, il loro dominio sulla zona iniziò solo nel 1556, rendendo improbabile tale coinvolgimento originario.
Il convento, chiuso per lungo tempo, ha subito danni e saccheggi ma è stato recentemente riaperto e reso parzialmente fruibile, sebbene i lavori di restauro siano ancora in corso. Degna di nota è la presenza di un elegante altare in marmo e di una tela di autore ignoto, probabilmente proveniente da Lupara.
Oggi, il convento di San Nazario è non solo un importante luogo di culto, ma anche una testimonianza preziosa della memoria storica e delle tradizioni spirituali del territorio molisano.