Nel cuore del piccolo borgo di Castelverrino, la Chiesa Madre dei Santi Simone e Giuda è un luogo che stupisce per la sua originalità e per la densità simbolica che custodisce. A prima vista può sembrare una chiesa come tante, ma basta varcarne la soglia per accorgersi che ogni statua, ogni dettaglio, è stato pensato con un intento preciso: moltiplicare la presenza del sacro, secondo un’antica logica bizantina.
La chiesa ha una struttura centrale, ma è divisa in tre navate, creando un effetto di solennità e profondità. Ovunque si posi lo sguardo, ci si imbatte in figure sacre: San Rocco e la Madonna sull’altare principale, un’altra statua di San Rocco su un secondo altare, Santa Lucia su entrambi i lati, San Vincenzo Ferreri con il capo fiammeggiante, San Michele che calpesta il diavolo, la Madonna Addolorata e la Madonna della Libera, ciascuna con espressioni e gesti che parlano direttamente ai fedeli.
Ad arricchire l’atmosfera, un organo antico posizionato sulla cantoria, sorretta da colonne lignee a torciglione, finemente decorate. Dopo 43 anni di chiusura, la riapertura della chiesa nel 2013 è stata vissuta come una vera festa collettiva, culminata in una processione simbolica dal santuario della Madonna della Libera al centro storico.
Un piccolo gioiello artistico al suo interno è il dipinto di Sant’Emidio, realizzato nel 1934 da Federico Pelorosso, artista del paese, sordomuto e straordinario nella sua capacità di dipingere ciò che proiettava su un telo con un solo sguardo. La tela racconta la protezione divina invocata dalla comunità dopo un terremoto.