Incastonata nella piazza principale di Castropignano, la Chiesa Madre di San Marco Evangelista e San Pietro da Verona è uno di quei luoghi che raccontano la storia di una comunità con le sue pietre. Edificata originariamente nel XVII secolo, la chiesa ha assunto l’aspetto attuale dopo il devastante terremoto del 1805: l’ampliamento ne ha ridefinito i volumi, portando a una nuova consacrazione nel 1826.
L’esterno è sobrio, ma elegante: la facciata è scandita da paraste e cornici, con tre portali architravati e un grande finestrone centrale che illumina l’interno. Le due cappelle laterali, diverse tra loro per proporzioni e arco di volta, tradiscono la complessità della ricostruzione, che sembra aver “rubato” spazio alla piazza per restituire alla comunità un luogo ancora più ampio e solenne.
All’interno, a tre navate, l’atmosfera è quella classica delle chiese di paese, ma ricca di presenze simboliche. Le statue dei santi occupano un posto centrale: San Pietro da Verona, patrono del borgo, San Liberato, l’Addolorata, l’Immacolata, la Vergine del Rosario, San Michele, San Giovanni, San Rocco e il Sacro Cuore di Gesù. Tutto contribuisce a creare un senso di continuità tra fede e identità collettiva.
Oggi la chiesa non è solo un luogo di culto, ma anche un punto di riferimento sociale e spirituale per la vita quotidiana dei castropignanesi. Un piccolo scrigno di storia e devozione che merita una visita lenta e rispettosa.