Appena varcata la porta d’ingresso del borgo antico di Chiauci, una scalinata in pietra ti conduce verso un luogo speciale: la Chiesa Madre di San Giovanni Apostolo ed Evangelista. Costruita, come molte case del paese, direttamente sulla roccia, la chiesa sembra emergere dal paesaggio con la stessa forza con cui è radicata nella storia locale.
In origine, era l’unica chiesa all’interno delle mura; le altre, come quella del Rosario o di Sant’Onofrio, erano considerate “extra moenia”, fuori dal perimetro protetto. I resti delle mura medievali e l’architettura lasciano intuire un impianto romanico, forse in origine collegato al Palazzo Baronale accanto, come riportava nel 1938 il parroco Don Donato del Ciello.
All’interno, la chiesa si sviluppa su tre navate. Gli occhi sono subito attratti dall’altare di San Giorgio Martire, con la statua che lo raffigura nell’atto eroico di uccidere il drago. Poco distante, in una cappella laterale, si trova San Michele Arcangelo che schiaccia Lucifero. Vi sono poi San Sebastiano, San Vincenzo con le sue reliquie, una Crocifissione, e preziosi arredi settecenteschi come l’altare policromo e l’organo a canne.
Non alzare lo sguardo troppo in fretta: il soffitto regala la scena luminosa dell’Assunzione di Maria, affrescata da Valeria Vecchia Barriviera e Lino Bianchi Barriviera, restaurata negli anni ’50 grazie a Don Livio di Vincenzo.
Unico nel suo genere, il campanile rotondo, a pianta centrale e struttura cilindrica, richiama le torri delle fortificazioni normanne e longobarde del Sannio. Una rarità architettonica che rende questa chiesa ancora più interessante.