Il Palazzo Baronale di San Martino in Pensilis: un’antica fortezza tra storia e nobiltà

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Nel cuore di San Martino in Pensilis si erge il maestoso Palazzo Baronale, comunemente conosciuto come il “Castello”, un’imponente struttura che testimonia secoli di storia, trasformazioni e nobili dimore. Risalente probabilmente all’XI-XII secolo, l’edificio presenta le caratteristiche tipiche dei castra normanni, con funzione difensiva e posizione dominante sull’abitato. Il suo impianto originario è stato documentato indirettamente nei registri cassinesi di Pietro Diacono che menzionano le antiche porte della cinta muraria tra cui la “Portella” e la “Porta San Martino”.

La storia del palazzo è strettamente legata alla figura di Ferdinando De Capua, quarto Duca di Termoli, che lo scelse come residenza per la salubrità dell’aria e la vicinanza alla costa. Oggi la proprietà è divisa tra il Comune e la famiglia Tozzi, custode della sua parte più affascinante, ancora carica del fascino originario.

Nel corso dei secoli il Palazzo ha subito profondi cambiamenti, specialmente durante il regno di Federico II, che favorì i castelli imperiali smantellando le fortificazioni locali. Un’ulteriore trasformazione è documentata nel XV secolo, quando il palazzo perse le torri circolari di epoca angioina, come osservato dallo storico Giambattista Masciotta.

Un prezioso manoscritto del 1590, un tempo conservato nel Convento “Gesù e Maria” e oggi scomparso, descrive il palazzo come una “fortezza comoda e inespugnabile”, dotata di ponte levatoio, fossato e doppio sistema di porte con merli e difese massicce. L’ingresso avveniva tramite una sciula (rampa), oggi sostituita da una scalinata su Largo Baronale, che conduceva al cortile interno e alle numerose stanze.

L’attuale struttura si sviluppa su tre livelli e si estende per circa 1.600 metri quadrati, influenzando l’impianto urbanistico del centro storico. Il nucleo più antico sembra identificarsi nel corpo di fabbrica affacciato su Piazza della Vittoria, caratterizzato da contromura a scarpa e segni evidenti di rimaneggiamenti ottocenteschi nelle aperture inferiori.

La parte appartenente alla famiglia Tozzi è la meglio conservata e rappresenta il cuore nobile del palazzo: una residenza elegante, testimone del gusto e del prestigio di una casata che ha annoverato compositori, intellettuali e militari. Visitarla significa compiere un viaggio nel tempo, alla scoperta della storia aristocratica e militare del Molise.

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