La Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli a Tavenna è uno dei luoghi di culto più significativi del paese e rappresenta un simbolo della devozione locale e delle radici storiche della comunità. La sua costruzione risale alla seconda metà del XVIII secolo, come riportato nell’iscrizione latina incisa sopra il portone d’ingresso, datata 1773, che celebra la dedizione degli Illiri alla Vergine. Un’altra data, 1796, incisa accanto all’altare maggiore, testimonia un probabile completamento o intervento successivo.
L’edificio presenta un’unica navata dalle proporzioni imponenti: quasi 40 metri di lunghezza per circa 10 di larghezza e oltre 11 di altezza. L’interno custodisce quattro altari laterali impreziositi da stucchi finemente lavorati, nicchie, statue e un altare maggiore lucido e riccamente ornato. La decorazione in stucco, elegante e armoniosa, restituisce un’atmosfera di sacralità e raccoglimento.
Nel corso dei secoli, la chiesa ha subito vari restauri e interventi conservativi. L’ultimo, in ordine di tempo, è avvenuto in occasione dell’installazione di un moderno impianto di riscaldamento radiante a pavimento. Durante i lavori è stato riportato alla luce un vecchio pavimento decorato a mosaico, testimone silenzioso del passato e ulteriore elemento di fascino per chi visita il luogo.
La riapertura ufficiale della chiesa al culto è avvenuta il 2 luglio del 2000, celebrata con la Prima Messa solenne del novello sacerdote Carlo Lamelza, originario del paese. Oggi, Santa Maria di Costantinopoli non è solo un luogo spirituale, ma anche uno spazio di memoria collettiva che continua a raccontare, attraverso l’arte e l’architettura, la storia della comunità di Tavenna.