La Chiesa di S. Maria Assunta: Monumento di Fede e Armonia Classica

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Tra le colline molisane, la Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo si impone con la sua eleganza e imponenza, quasi sproporzionata rispetto al piccolo borgo che la ospita. Eretta nei primi anni dell’Ottocento per iniziativa dell’arciprete don Giuseppe Milano e con il sostegno del principe Vincenzo Caracciolo e dell’intera comunità, fu concepita per sostituire l’antica parrocchiale medievale ormai inadeguata.

La struttura, con i suoi 9.000 metri cubi di volume, è una delle più grandi della diocesi di Isernia. La facciata neoclassica, su due ordini, accoglie i fedeli con un elegante portale sormontato da un frontone curvo e una finestra centrale; sul timpano l’iscrizione “EX MONTE TEMPLUM” evoca un’immagine ascetica e solenne. Il campanile laterale completa l’equilibrio visivo dell’esterno.

L’interno sorprende per la pianta a croce greca con cupola centrale e simmetria rigorosa. Le decorazioni si distribuiscono armoniosamente tra sei altari laterali, sei vetrate istoriate, sei statue di santi e nove affreschi dedicati alla vita della Vergine. Tra gli elementi di spicco: il pulpito ligneo sospeso, l’organo settecentesco, il fonte battesimale e una Madonna del Seicento, di straordinaria grazia.

Il ciclo di affreschi fu realizzato nel 1804 dal pittore Raffaele Gioia di San Massimo, autore anche della grande pala dell’Assunzione sull’altare maggiore, poi restaurata nel 1872 dal francese Jannes Vernier. L’intera iconografia celebra la figura della Madonna, con scene come la Nascita di Maria, il Matrimonio con Giuseppe, l’Annunciazione e la Fuga in Egitto. Nei pennacchi della cupola, i profeti Davide, Isaia e Geremia recano cartigli con profezie messianiche.

La chiesa ha subito due eventi drammatici: un incendio nel 1883 e il terremoto del 1984 che la rese inagibile fino al restauro e riapertura del 1988. Eppure, nonostante le prove del tempo, rimane tra i luoghi di culto più affascinanti e scenografici della provincia, un autentico scrigno d’arte e spiritualità che custodisce anche rare raffigurazioni devozionali come quella di San Nicola con i tre fanciulli, San Emidio protettore dai terremoti, e una delicata cappella del Cristo morto e dell’Addolorata.

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