Il Parco Archeologico di Altilia a Sepino è uno di quei luoghi in cui il tempo sembra essersi fermato per permettere al viaggiatore di camminare tra i secoli. Situato ai piedi del Matese, nella valle del Tammaro, questo sito straordinario conserva in perfetta armonia i segni delle civiltà che lo hanno abitato: dai Sanniti ai Romani, fino all’età medievale e oltre.
Attraversando una delle quattro porte monumentali – Porta Bojano, Porta Tammaro, Porta Benevento o Porta Terravecchia – ci si immerge in un’antica città romana perfettamente pianificata, costruita nel I secolo a.C. su un precedente insediamento sannita del IV secolo a.C. Le mura in opera quadrata, ancora visibili per lunghi tratti, testimoniano l’ingegneria e l’arte della difesa dei Sanniti, mentre la struttura urbana interna – il foro, la basilica, le terme, le tabernae, il teatro e il decumano – rivelano la raffinatezza dell’urbanistica romana.
Il teatro romano, perfettamente conservato, poteva accogliere fino a 3000 spettatori e oggi ospita eventi culturali e rievocazioni storiche. Ma ciò che rende unica Altilia è il suo rapporto con il presente: nel Settecento, infatti, alcune famiglie contadine abitarono direttamente tra le rovine, costruendo le loro case tra colonne e architravi, unendo vita quotidiana e memoria antica in un equilibrio quasi magico.
Nel 2021, il Ministero della Cultura ha istituito ufficialmente il Parco Archeologico di Sepino-Altilia come istituzione permanente di rilevanza nazionale. Il parco promuove la partecipazione attiva delle comunità, proponendo percorsi accessibili, laboratori didattici e visite guidate per tutte le età. È un luogo di studio, riflessione e meraviglia, dove l’archeologia si fonde con il paesaggio, l’arte e la storia si intrecciano alla vita contadina, e il passato illumina il presente.