Monte Marrone e il Rifugio dell’Eremita: natura, storia e arte sulle Mainarde

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Monte Marrone, con i suoi 1805 metri di altitudine, è una delle cime più affascinanti del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Situato nel territorio di Rocchetta a Volturno, offre una vista mozzafiato sul Lago di Castel San Vincenzo e, nelle giornate più limpide, persino sul mare. Ma non è solo la bellezza paesaggistica a rendere questo monte speciale: è anche un luogo carico di storia. Durante la Seconda Guerra Mondiale fu teatro di un’aspra battaglia tra gli alpini italiani e l’esercito tedesco. Oggi, una croce di vetta in ferro con un’aquila in bronzo e il motto “Tùt per l’Italia” del Battaglione Alpini ricorda quei momenti.

I sentieri che conducono alla cima attraversano faggete secolari, passaggi panoramici e luoghi commemorativi. Tra questi, il percorso che parte da Castelnuovo al Volturno passando per il Passo della Montagnola è uno dei più noti. Percorsi più impegnativi collegano Monte Marrone anche al Monte Ferruccia, offrendo esperienze escursionistiche suggestive ma tecnicamente più esigenti.

Sulle pendici del monte si trova anche un angolo nascosto di grande valore umano e artistico: il capanno di Charles Moulin. Il pittore francese, affascinato dalla solitudine e dalla luce mutevole del luogo, costruì qui il suo rifugio. Trascorse le estati tra queste rocce, dipingendo “en plein air” con pastelli per cogliere l’effimero delle ombre e dei colori, immerso nel respiro della natura, tra faggi, lupi e orsi. La sua capanna è oggi un simbolo di fusione tra arte e paesaggio, di contemplazione e creatività.

Monte Marrone è quindi molto più di una semplice cima: è un luogo dove si intrecciano natura selvaggia, memoria storica ed espressione artistica. Una meta che colpisce chiunque abbia il privilegio di raggiungerla.

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