Nel cuore del Molise, tra le colline silenziose e il cielo che cambia colore ad ogni ora, c’è un paese che ha scelto di raccontarsi con il linguaggio vibrante e universale dell’arte urbana. Santa Croce di Magliano, piccolo comune con meno di 5000 abitanti, ospita oggi una delle collezioni più affascinanti di street art in Italia grazie al Premio Antonio Giordano, un progetto che ha trasformato le vie del borgo in una galleria d’arte a cielo aperto.
L’iniziativa nasce in memoria dell’artista Antonio Giordano, scomparso nel 2013, e prende forma grazie all’impegno della figlia Marianna, che ne è oggi direttrice artistica. Attraverso il coinvolgimento di artisti nazionali e internazionali, ogni edizione porta nuove opere, nuovi sguardi, nuove storie. I murales che colorano muri, case e piazze non sono semplici decorazioni: sono dialoghi aperti con il paesaggio e le persone, opere cariche di senso e impegno sociale.
Il progetto va ben oltre l’estetica. Include attività con le scuole, i centri SPRAR e la casa circondariale, coinvolgendo studenti, rifugiati e detenuti in un percorso di crescita e confronto. L’arte diventa così strumento di coesione e inclusione, un modo per riconnettere la comunità e dare voce anche a chi solitamente non viene ascoltato.
Ogni opera è frutto di un rapporto stretto con il territorio: nulla è calato dall’alto, ma tutto nasce da un ascolto reciproco. Gli artisti vengono ospitati dagli abitanti, che li affiancano, li aiutano, li accolgono. Le strade diventano laboratorio e palcoscenico, i muri superfici narrative su cui scorrono sogni, lotte, speranze e memorie.
Visitare Santa Croce di Magliano significa perdersi tra colori e significati, farsi sorprendere da un angolo che prende vita, da un volto che emerge da una parete, da una poesia dipinta. È un viaggio nel presente di un paese che ha scelto di guardare lontano, pur restando profondamente legato alle proprie radici.