Monte Campo: la cima di Capracotta, dove il respiro si fa leggero

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Monte Campo è uno di quei posti che, una volta raggiunti, ti fanno dire: “Ne è valsa la pena”. Con i suoi 1746 metri, è il punto più alto del comune di Capracotta, il secondo paese più alto dell’Appennino. E ci si arriva senza essere degli scalatori esperti: basta solo avere voglia di camminare e un po’ di curiosità.

Il sentiero 310 parte da quota 1550, poco dopo aver lasciato alla sinistra la chiesetta di Santa Lucia e un vecchio abbeveratoio in pietra, dove l’acqua non smette mai di scorrere. In circa 45 minuti di salita, ci si immerge in un paesaggio che cambia passo dopo passo: dai primi tornanti tra pini neri, faggi e aceri montani, fino agli spazi aperti dove gli alberi si diradano e comincia lo spettacolo vero. In autunno i colori esplodono, in inverno si cammina nella neve fresca, e sempre – sempre – si cammina accompagnati dai profumi del bosco e dal silenzio pieno della montagna.

A un certo punto, il sentiero si divide: puoi proseguire sul 310B, che ti porta direttamente alla vetta, dove una croce di ferro ti aspetta, piantata lì come a dire “ce l’hai fatta”. Da lassù lo sguardo si perde tra le dorsali appenniniche, mentre il cuore si allarga con la stessa ampiezza del panorama.

È un’escursione accessibile ma mai banale, che regala non solo una vista spettacolare, ma anche un’immersione nella storia: queste montagne erano terra dei Sanniti. Camminare qui è anche un po’ un viaggio nel tempo.

Mappa

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