Il Molise non aspetta l’anno nuovo: lo canta, lo suona e lo vive. In questa terra autentica, il Capodanno si celebra tra antichi canti improvvisati, tamburi ancestrali e tuffi gelidi nell’Adriatico. È una festa che intreccia riti, sfide e comunità.
A Gambatesa e Pietracatella, la notte di San Silvestro è animata dalle Maitunate: antiche serenate popolari che tra il 31 dicembre e l’1 gennaio portano rime pungenti, fisarmoniche e chitarre tra le case. I cantori improvvisano versi ironici e affettuosi, mescolando auguri e satire. A Gambatesa la tradizione si fa competizione tra gruppi folk, mentre a Pietracatella resta più intima, ma altrettanto vibrante.
A Sepino, lo spirito del Capodanno vibra nel suono profondo del Bufù, un tamburo a frizione costruito artigianalmente da bande di musicisti che si preparano per settimane. Nella notte di San Silvestro, le bande percorrono il paese, portando auguri con strumenti unici come le zingareglie e le traccagnole. Dopo mezzanotte, le matinate trasformano le strade in una festa corale che culmina il 1° gennaio con un grande concerto in piazza.
E se il canto è il cuore, il coraggio è il gesto: a Termoli, il primo gennaio si rinnova il Tuffo di Capodanno. Sulla spiaggia di Sant’Antonio, decine di impavidi si gettano nell’Adriatico gelido. È un rito di rinascita, nato tra amici e oggi evento attesissimo, simbolo di energia e buon auspicio per l’anno nuovo.
In Molise il Capodanno è una festa che coinvolge tutti i sensi. Non è solo un brindisi, ma un viaggio tra suoni arcaici, tradizioni popolari e gesti simbolici. Qui, l’anno nuovo comincia con poesia, musica e il battito profondo di una comunità che celebra la vita con intensità.