Campobasso: capoluogo di regione ricco di storia, arte e misteri

Campobasso, città ricca di storia e tradizioni, affonda le sue radici nell’epoca sannitica, come testimoniano le mura ciclopiche sul colle Sant’Antonio. La sua fondazione ufficiale risale all’858 d.C., in epoca longobarda. Il toponimo ha diverse interpretazioni, ma l’ipotesi più accreditata lo lega a “Campus Vassorum”, luogo posto in basso abitato dagli artigiani.

Nel Medioevo, Campobasso passò sotto i conti di Bojano, i Normanni e i Monforte. Cola Monforte, nel XV secolo, diede un nuovo assetto alla città con la costruzione delle mura e il restauro del Castello, ancora oggi uno dei simboli del borgo antico. Dopo vari passaggi feudali, nel XVIII secolo la popolazione riscattò la città, favorendone lo sviluppo socio-culturale fino al soprannome di “Città Giardino” nel XX secolo.

Il centro storico custodisce numerose chiese romaniche, tra cui San Giorgio, San Bartolomeo e San Leonardo, ognuna con particolarità architettoniche distintive. Spiccano anche il Castello Monforte, il Museo Archeologico Nazionale (Sannitico) e la chiesa barocca di Sant’Antonio Abate, celebre per l’altare ligneo dorato e l’organo intagliato. Tra gli edifici neoclassici, la Cattedrale della Santissima Trinità si distingue per la sua imponente facciata porticata e gli affreschi di Amedeo Trivisonno.

Il patrimonio culturale si arricchisce con il Teatro Savoia, il Palazzo della Prefettura e la settecentesca Villa de Capoa, un raro esempio di “giardino all’italiana” nel Sud Italia. Passeggiando per il borgo, si possono ammirare le ringhiere in ferro battuto, segno dell’antica tradizione artigiana della lavorazione del metallo.

Campobasso è animata da eventi tradizionali di grande fascino. La Sagra dei Misteri, durante il Corpus Domini, vede la processione di tredici “Misteri” viventi, strutture mobili ideate da Paolo Saverio di Zinno. L’Infiorata del 31 maggio colora le strade con tappeti floreali in onore della Madonna del Monte. La rievocazione storica dei Crociati e Trinitari celebra la pace tra due confraternite locali, mentre la “Su e Giù”, corsa non competitiva di novembre, richiama migliaia di partecipanti. Il Venerdì Santo, invece, è caratterizzato da una processione seguita da un coro composto da circa 700 cantori. Udirli tra i vicoli del borgo antico è un’esperienza da vivere.

La gastronomia campobassana è semplice ma gustosa: tra i piatti tipici spiccano i cavatelli con sugo di maiale, la caponata, la pizza e minestra e i dolci natalizi come i mostaccioli. Da provare i liquori locali, tra cui il Poncio e la Crema Milk, perfetti per accompagnare il celebre Milk Pan.

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