Arroccata sul punto più alto del colle che ospita il centro storico di Ururi, la Chiesa di Santa Maria delle Grazie è conosciuta anche come “chiesa grande”, titolo che ne sottolinea l’importanza come fulcro spirituale e identitario della comunità. La sua posizione panoramica la rende visibile da tutto il paese, testimone silenziosa di secoli di storia e di fede.
Secondo alcuni studi, proprio su questo stesso colle, prima dell’anno Mille, il prete Filippo eresse una chiesa dedicata a Santa Maria. A conferma di questa tesi vi è un atto di donazione datato 1026, che menziona una chiesa con quel titolo. Eventi storici, distruzioni e ricostruzioni si sono succeduti nei secoli, ma sempre nello stesso luogo, in una sorta di continuità sacra e simbolica. Le vecchie fondazioni, rinvenute durante lavori di consolidamento, confermano l’antichità e la persistenza del culto mariano nel cuore di Ururi.
L’edificio attuale risale al 1718 ed è frutto della generosità dei fedeli ururesi e dell’intervento decisivo del vescovo di Larino, mons. Carlo Maria Pianetti, che elargì 400 ducati per avviare i lavori. La consacrazione ufficiale avvenne il 10 settembre 1730, ad opera di monsignor Tria. La chiesa è da sempre canonicamente eretta ab immemorabili, riconoscimento che attesta la lunga e ininterrotta tradizione ecclesiastica.
Oggi, Santa Maria delle Grazie si presenta come un edificio armonioso, testimone del barocco religioso molisano, e continua a rappresentare per la popolazione di Ururi un riferimento stabile per le celebrazioni liturgiche e per le manifestazioni più sentite della tradizione popolare. È un luogo che invita alla riflessione, ma anche alla riscoperta delle radici di una comunità fortemente legata alla sua storia religiosa.