Sulle montagne del Matese, alle spalle di Bojano, si trovano le rovine del castello più antico del Molise, edificato probabilmente agli inizi della dominazione longobarda sui resti di costruzioni preromane nel punto più alto della Civita.
In origine, la fortezza aveva una pianta rettangolare di 116 metri di lunghezza e 30 di larghezza, con una torre circolare situata nell’angolo nord-ovest.
L’analisi strutturale del sito non permette di distinguere nettamente gli interventi longobardi da quelli normanni, complicati anche da restauri recenti che hanno uniformato parte della muratura. Il castello Pandone si erge su una vasta pianura ai piedi del Matese, con la funzione di controllo del tratturo Pescasseroli-Candela. Nelle vicinanze sono stati rinvenuti resti di mura ciclopiche, suggerendo l’esistenza di una fortificazione sannita riutilizzata nei secoli successivi.
Nel periodo di Federico II, la zona fu teatro di conflitti tra i suoi rappresentanti e Giuditta, moglie del conte Tommaso di Celano. Un documento del 19 ottobre 1239, incluso nel Registrum Friderici II, menziona la Civita: l’imperatore ordinò la demolizione delle abitazioni costruite nei pressi della fortezza e il mantenimento delle strutture militari. Il castello includeva un rifugio per la popolazione, la residenza del conte e l’alta corte.