Il borgo murattiano di Campobasso rappresenta uno degli esempi più significativi di pianificazione urbanistica ottocentesca in Molise. Nato nel 1814 per volontà di Gioacchino Murat, re di Napoli, in seguito al devastante terremoto del 1805, il borgo fu progettato dall’architetto Bernardino Musenga con l’obiettivo di estendere la città oltre l’antico centro medievale, rispondendo alle nuove esigenze amministrative e abitative della città, divenuta capoluogo di provincia nel 1806.
Il progetto si ispirava al modello della “città giardino”, con strade ampie, edifici a bassa altezza, numerose aree verdi e un’organizzazione regolare e razionale dello spazio urbano. Questo nuovo assetto urbano segnava un netto contrasto con il dedalo di vicoli stretti e irregolari del centro storico sovrastato dal Castello Monforte.
Il borgo murattiano si sviluppa a partire da Piazza Pepe, dove sorgono il Teatro Savoia e il Palazzo del Governo, lungo Corso Vittorio Emanuele II fino a Piazza Vittorio Emanuele II, sede del Municipio (Palazzo San Giorgio), e si estende fino alla settecentesca Villa De Capoa, elegante giardino pubblico che completa il disegno urbanistico.
Oggi, il borgo murattiano conserva il fascino originario grazie alla sua armonia architettonica e alla vivibilità dei suoi spazi. Passeggiare tra le sue vie significa immergersi in un’epoca in cui l’urbanistica cominciava a coniugare estetica, funzionalità e benessere dei cittadini. È un’area dal grande valore storico, artistico e identitario, cuore pulsante della vita culturale e istituzionale di Campobasso.
Borgo Murattiano: cuore urbano di Campobasso
Loading...
Mappa
Loading...
Loading...