Il Castello Monforte di Campobasso domina la città ed il territorio circostante dalla sommità del Colle Sant’Antonio. Fu eretto nel 1100 da Ugo II di Molise su un insediamento sannitico. Subì importanti modifiche dopo il terremoto del 1348 e assunse la sua attuale forma nel XV secolo, grazie a Nicola di Monforte, che completò i lavori di fortificazione a seguito del terremoto del 1456 e prima della guerra tra Ferrante d’Aragona e Giovanni D’Angiò per il controllo del Regno di Napoli (1459-1464).
Il castello si presenta come un massiccio quadrilatero con ingresso principale rivolto verso Campobasso, ora non più utilizzato. Sono visibili tracce del ponte levatoio e delle torri laterali, destinate alla difesa. Le finestre, piccole e quadrate, si confondono con le feritoie. La sommità delle mura è decorata da una lunga fila di merli guelfi, e sopra il ponte levatoio si trova lo stemma dei Monforte, costituito da una croce circondata da quattro rose.
L’interno del castello è spartano, con un grande piazzale e, al piano terra, il Sacrario dei Caduti. Dalla terrazza si gode un ampio panorama che spazia dalle valli dei fiumi Biferno, Trigno e Fortore, ai monti dell’Abruzzo, fino alla Majella e alle colline pugliesi. Si possono ammirare i resti delle mura sannitiche e la struttura a ventaglio del borgo antico.
Interessante è la vasta area sotterranea, che copre la stessa superficie del castello. La funzione di questi spazi è cambiata nel corso dei secoli ma certamente furono un deposito di cisterne, un carcere e un rifugio durante le battaglie. Oggi i sotterranei ospitano riserve d’acqua per l’acquedotto civico. Un’area specifica del castello, accessibile tramite una torretta, fungeva da prigione, confermando che il castello sia stato utilizzato come carcere