Nel comune di Castel San Vincenzo, alle pendici delle Montagne delle Mainarde e nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, si trovano le spettacolari Cascate del Volturno. In questo territorio nasce il fiume Volturno, il più lungo del Sud Italia, che dà vita a un suggestivo paesaggio fatto di acque limpide, scroscianti salti tra le rocce e una vegetazione montana rigogliosa.
Il panorama è dominato da faggi, querce e una ricca fauna selvatica che comprende cervi, cinghiali e volpi. Un ambiente naturale perfetto per gli amanti del trekking e della fotografia, facilmente raggiungibile a piedi dalla località Cartiera (circa 5-10 minuti a piedi), seguendo un sentiero ben segnalato ma a tratti ripido. L’ingresso al percorso costa 2 euro e conduce, con una breve passeggiata ad anello, direttamente alle cascate. Durante la discesa si attraversa anche un piccolo parco attrezzato con giochi per bambini e un bar.
Il punto panoramico migliore si raggiunge entrando, con cautela, nel letto del fiume. Nei mesi estivi l’acqua è bassa, permettendo di camminare fino a un punto privilegiato da cui ammirare lo spettacolo delle cascate. Si consiglia di indossare scarpe da trekking e da fiume, per muoversi in sicurezza su fondali scivolosi.
Oltre alla bellezza naturale, il sito conserva tracce di un passato produttivo importante. A partire dall’VIII secolo, i monaci dell’Abbazia di San Vincenzo al Volturno diedero vita a un fiorente sistema economico basato su mulini e opifici ad acqua, di cui oggi restano i ruderi. Tra questi un lanificio, una cartiera e un marmificio, riconducibili alla famiglia Martino, che ne sviluppò la gestione fino al XIX secolo. L’espansione però si arrestò con la costruzione della centrale idroelettrica di Rocchetta al Volturno, inaugurata nel 1904, che comportò la deviazione del fiume e la chiusura degli opifici locali.
Le Cascate del Volturno sono visitabili tutto l’anno, salvo maltempo o chiusure invernali del sentiero. Rappresentano un gioiello naturalistico e storico del Molise, dove immergersi in una natura incontaminata e riscoprire frammenti di storia industriale ormai scomparsa.