La Chiesa dell’antica Abbazia di San Giorgio si presenta come un edificio ad aula unica, con pianta rettangolare, costruito in pietrame grezzo e poggiato su un solido basamento in pietra squadrata che ne esalta la stabilità e l’impronta storica. Un tempo parte integrante di un vasto complesso monastico benedettino, di cui oggi rimangono solo poche tracce, l’edificio continua a trasmettere una sobria eleganza architettonica. La copertura a falde e il portale in pietra, semplice ma imponente, sono elementi che raccontano secoli di fede, lavoro e presenza religiosa sul territorio.
La sua storia è strettamente legata all’abbazia originaria, documentata almeno dal XVII secolo, che venne soppressa nel 1790, periodo in cui molte realtà ecclesiastiche subirono riforme o chiusure. In seguito alla soppressione, l’antico complesso venne trasformato in cappellania laicale, proseguendo comunque la sua funzione spirituale all’interno della comunità.
All’interno della chiesa è custodita una preziosa statua lignea dorata di San Giorgio, alla quale è appesa una capsula reliquiaria donata dal vescovo Gallucci, segno di profonda devozione e legame con la tradizione religiosa. Ogni 23 aprile, in occasione della festa del Santo Patrono, il paese si riunisce in una partecipata processione e nei tradizionali falò, rievocando il miracoloso salvataggio del borgo medievale da un saccheggio.
La storia dell’abbazia si intreccia anche con quella della Real Camera, che nel 1791 concesse in enfiteusi perpetua i beni ecclesiastici ai fratelli Biondi, dando origine a nuovi assetti economici e sociali. Oggi la chiesa rappresenta un luogo di culto, memoria e identità collettiva, profondamente radicato nella vita del paese, testimonianza vivente di una storia secolare che continua a parlare alle generazioni presenti.