Nel piccolo borgo di Castelbottaccio si erge la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, uno degli edifici religiosi più antichi della regione. Le sue origini risalgono al periodo normanno, quando fu costruito un primo oratorio. L’attuale chiesa fu consacrata il 4 maggio 1178, come ricorda una lapide interna rinvenuta durante i restauri. Dopo secoli di storia e culto, l’edificio è stato riaperto al pubblico nel 1999 in seguito ad un accurato intervento di restauro.
La struttura architettonica, in stile barocco, presenta una pianta irregolare a tre navate con volte e presbiterio rettangolare. La chiesa è interamente realizzata in pietra, con una facciata intonacata che culmina al centro con una copertura a capanna. Lateralmente, la facciata scende con eleganti linee curve. Due portali — uno principale e uno laterale — sono sormontati da oculi allungati che conferiscono leggerezza alla facciata. Sul lato destro dell’edificio si innalza un campanile a due registri, poggiato su una solida base a scarpa.
All’interno la chiesa custodisce importanti opere d’arte sacra: tre sculture lignee di grande valore artistico. La statua di Santa Lucia (1841) è opera di Crescenzo Ranallo di Oratino, quella della Vergine delle Grazie (1694) è attribuita a Giacomo Colombo, allievo di Domenico Antonio Vaccaro, infine la statua di San Giuseppe (1780) è stata realizzata da Silverio Giovannitti, anch’egli di Oratino, paese celebre per la sua tradizione artistica.
Altro elemento di grande interesse religioso custodito all’interno della chiesa è la reliquia di San Oto, patrono di Castelbottaccio, una falange del dito anulare. Questo dettaglio testimonia la profonda devozione della comunità locale verso il proprio santo protettore.
La presenza di una cantoria in muratura sulla controfacciata, una cornice marcapiano lungo le pareti e le finestre rettangolari che illuminano l’interno completano il quadro architettonico di un edificio che, pur antico, si è mantenuto vivo nel tempo.
La Chiesa di Santa Maria delle Grazie rappresenta così non solo un luogo di culto, ma anche un punto di riferimento storico e artistico per il paese e per l’intero territorio molisano.