Arroccato a 1025 metri di altitudine, nel cuore del massiccio del Matese, l’Eremo di Sant’Egidio è una delle mete spirituali più amate del Molise. Situato nel comune di Bojano, appartiene alla parrocchia dei Santi Erasmo e Martino ed è immerso in un suggestivo bosco di faggi, nei pressi di una sorgente naturale.
L’eremo nasce tra il IX e il X secolo, probabilmente ad opera dei monaci cistercensi o dei cavalieri templari, lungo un’antica via montana che collegava le fortezze di Civita Superiore e Roccamandolfi. Oltre ad essere luogo di preghiera, ha offerto nel tempo rifugio a viandanti e pellegrini. Un documento del 1714 testimonia la presenza stabile di due eremiti e, secondo la tradizione locale, vi avrebbe vissuto anche Sant’Egidio da Sansepolcro, che si narra si nutrisse di solo latte di cerva.
Fino al 1976 l’eremo era raggiungibile solo tramite impervi sentieri di montagna. Oggi una strada provinciale permette di arrivarvi in auto fino a circa 500 metri dal sito, da percorrere poi a piedi lungo un tratto immerso nella natura. I restauri più recenti, avvenuti nel 1995, hanno riportato alla luce l’antica abside, confermando l’origine altomedievale del complesso.
L’edificio è composto da due corpi adiacenti: una chiesa a navata unica, con soffitto in legno e un altare maggiore su cui si trova la statua del santo, e un rifugio annesso, un tempo piccolo cenobio. Quest’ultimo è caratterizzato da porticati ad arcate costruiti nel XX secolo, con murature in pietra e tetto a doppia falda in coppi.
L’Eremo di Sant’Egidio è anche al centro di una delle celebrazioni religiose più sentite di Bojano. Ogni 1° settembre, in occasione della festa del santo, fedeli e visitatori si recano all’eremo fin dalle prime luci dell’alba. Un tempo, la statua veniva trasportata a spalla dalla chiesa di Sant’Erasmo e Martino fino all’eremo, accompagnata dalla banda e dall’ospitalità dei cittadini lungo il tragitto. Oggi la tradizione continua: si celebra la messa, si ascolta “lo sparo” e si condivide un pranzo all’aperto. Molti scelgono persino di pernottare in tenda per vivere a pieno l’atmosfera spirituale e comunitaria di questo luogo unico.