La Chiesa di Santa Cristina a Sepino, nota come Chiesa Madre, è uno scrigno di storia, arte e devozione. Sebbene non vi siano fonti certe sulla sua data di fondazione, è menzionata per la prima volta nel 1241, ma si ritiene che le sue origini risalgano al IX secolo, probabilmente come cappella annessa al Castellum Saepinii. Nei secoli ha subito numerosi rifacimenti, specialmente dopo eventi calamitosi come il terremoto del 1805, che ne compromise parte della struttura originaria.
All’esterno, la chiesa presenta un interessante connubio tra elementi medievali e rimaneggiamenti barocchi. Il portale principale, sormontato dallo stemma del Comune di Sepino, risale al XVII secolo. Il campanile, crollato e poi ricostruito nel 1824, ospita una singolare struttura in ferro battuto chiamata “Buttiglione”, probabilmente unica nel suo genere.
L’interno è a tre navate separate da archi sorretti da pilastri con capitelli decorati, e custodisce un patrimonio artistico di valore. Di grande impatto sono le cinque grandi tele del soffitto della navata centrale, opera del maestro Amedeo Trivisonno (1968), e le otto tele della cupola che rappresentano i dottori della Chiesa.
Il presbiterio ospita un raffinato altare maggiore in marmi policromi, mentre lungo le navate si susseguono cappelle laterali, tra cui quelle dedicate all’Immacolata Concezione, a San Giuseppe e a San Carlo Borromeo, che conservano opere d’arte, ex voto e reliquiari.
La cripta, detta “La Grotta”, custodisce una statua lignea di Santa Cristina, molto venerata e portata in processione ogni 100 anni. Tra i luoghi più suggestivi vi è la Cappella Carafa, o del Tesoro, che conserva le reliquie del braccio della santa e otto busti reliquiario in argento del XVII secolo.
Santa Cristina è l’anima spirituale di Sepino, simbolo della fede e dell’identità storica di una comunità legata alle proprie radici.