La Chiesa del Purgatorio: silenzi, affreschi e memoria popolare

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Nel cuore antico di Colletorto, la Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio è un luogo che oggi sfugge alle rotte classiche del turismo ma che custodisce, tra mura segnate dal tempo, un patrimonio storico e devozionale profondo. Oggi ristrutturata e adibita a sala convegni, questa chiesa continua a raccontare la sua storia attraverso gli affreschi che, nonostante il degrado, restano testimonianza viva della fede di un’intera comunità.

La sua origine affonda nel primo Settecento, quando i Confratelli e le Consorelle della Congrega del SS. Sacramento e dei Morti decisero di costruire un oratorio pubblico, separato dalla Chiesa Matrice. Nonostante l’assenza di menzioni nei testi storici di allora, le sepolture nei pressi della chiesa sono documentate dalla seconda metà del ‘700.

Nel 1751 fu qui collocato il quadro della Sacra Famiglia con le Anime del Purgatorio, opera di Paolo Gamba, commissionata da Marco Orsogna e Maddalena Cirinelli. Accanto al quadro, la statua di San Michele di Paolo Saverio Di Zinno, oggi trasferita alla Chiesa Madre, completava il percorso devozionale. Un’altra statua, quella dell’Addolorata, è invece andata dispersa o forse ricollocata in un altro centro della zona del Fortore.

Un’iscrizione datata 1776 sotto un teschio sull’architrave ricorda l’ufficializzazione della Congrega, e nomina anche il committente Donato Cavallaro e l’artigiano Mastro Gennaro de Majo. Gli affreschi interni, realizzati a devozione privata tra il 1780 e il 1786, raffiguravano – secondo le cronache del 1911 – soggetti sacri come l’Immacolata, l’Assunzione, San Pellegrino, San Domenico, l’Annunciazione e altri.

Oggi restano ombre, frammenti, date leggibili e un silenzio denso di storie. Un luogo che merita attenzione, non solo per ciò che mostra ma per quello che evoca.

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