La Chiesa del Rosario: devozione popolare tra riti e storia

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In un angolo silenzioso di via del Molino, a Chiauci, si trova una piccola chiesa che racconta storie di fede antica, comunità e trasformazione. Nata intorno al culto di San Sebastiano, la chiesetta ha dato origine al borgo omonimo. Ma fu nel Settecento, con il diffondersi della devozione alla Madonna del Rosario, che la chiesa assunse il suo attuale nome e valore simbolico. La festa, ancora oggi celebrata la prima domenica di ottobre, è uno dei momenti più sentiti del calendario liturgico locale.

L’edificio, forse edificato tra il Trecento e il Seicento (come suggerisce una croce stazionaria sul sagrato), fu ampliato nel 1860 per accogliere la Confraternita del Rosario e rinnovato secondo i canoni del neoclassicismo. Oggi accoglie una copia ufficiale e a grandezza naturale della Sacra Sindone, custodita qui in via permanente dal 2013: un elemento che aggiunge ulteriore forza spirituale al luogo.

Ma questa chiesa è anche custode di rituali che parlano di umanità e tradizione. Come la “Festa del Pane di Sant’Antonio”, in cui ogni famiglia pesava il proprio bambino pubblicamente e donava un equivalente in grano. Un gesto semplice e carico di speranza, nato per contrastare l’altissima mortalità infantile dei secoli passati.

Un altro culto molto amato a Chiauci è quello per San Giorgio. Nei secoli scorsi, la sua festa richiamava decine di sacerdoti dai paesi vicini. La statua, portata in processione dalla Chiesa Madre alla chiesa di San Sebastiano, veniva esposta come segno di protezione e potenza.

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