La Chiesa del Santissimo Salvatore: pietra, arte e silenzio

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Nel cuore di Cercepiccola, piccolo borgo del Molise, si nasconde una chiesa che sa sorprendere chi ha l’occhio attento e il passo lento: la Chiesa Madre del Santissimo Salvatore. Le sue radici affondano nel Medioevo, ma ciò che vediamo oggi è il risultato di secoli di restauri e trasformazioni. Il primo grande intervento avvenne nel 1742, seguito da un ampliamento nel 1847 che diede alla chiesa l’aspetto attuale, più ampio e luminoso.

La struttura è semplice ma armoniosa, con pianta rettangolare e due navate divise da archi. La facciata, in pietra locale, ha un portale incassato in un arco a tutto sesto, sormontato da finestre strette e ordinate, che si chiudono in alto con una feritoia a croce greca. Ai lati, due rilievi circolari aggiungono un tocco solenne.

All’interno si custodiscono autentici tesori: la statua della Madonna della Concezione, scolpita da Paolantonio di Zinno, e un quadro attribuito a Mattia Preti, il grande pittore seicentesco calabrese, che raffigura la Trasfigurazione. Opere che da sole valgono una visita.

Ma il vero cuore antico è la torre campanaria: risale al 1200, in stile romanico, oggi unita alla chiesa ma un tempo staccata, come spesso accadeva nelle architetture medievali. Tre ordini in pietra squadrata la rendono slanciata ma solida, sentinella silenziosa che veglia sul borgo da secoli.

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