Situata nel cuore dell’antico borgo di Ferrazzano, la Chiesa arcipretale di Santa Maria Assunta rappresenta uno dei più importanti luoghi di culto del Molise, capace di raccontare una storia che affonda le sue radici nei secoli XI e XII. Ne sono prova le iscrizioni scolpite tra cui una datata 1065 ancora visibile sul soprarco del portale principale.
In origine l’edificio era a tre navate, con un maestoso campanile visibile a 30 miglia di distanza. Tuttavia un fulmine lo fece crollare nel 1658, causando gravi danni alla struttura. Per questo nel 1726 la chiesa fu interamente ristrutturata e trasformata in un’aula a navata unica, con il soffitto sopraelevato – intervento che, purtroppo, non fu realizzato con adeguati rinforzi laterali. I problemi strutturali richiesero ulteriori restauri, l’ultimo dei quali avvenne nel 1962 sotto la supervisione di Mons. Giovanni Cerio, con affreschi alla volta eseguiti da Giovanni Passeri, che sostituirono quelli precedenti di Amedeo Trivisonno del 1927.
L’interno è arricchito da sette altari laterali che ospitano statue di Santi molto venerati tra cui San Rocco, Sant’Antonio, San Michele e il Sacro Cuore di Gesù. Di particolare valore è la statua di San Giuseppe, opera di Paolo Saverio Di Zinno, noto scultore campobassano del Settecento. Di fronte all’altare si trova una fonte battesimale del XIII secolo, finemente decorata con motivi simbolici, tra cui il classico Agnello crucifero.
Il vero gioiello artistico della chiesa è il pulpito romanico del XIII secolo, unico nel suo genere in tutto il Molise. A forma di cassa, poggia su quattro colonne scolpite e mostra un ricco repertorio di motivi vegetali, figurativi e simbolici. Spiccano tralci di vite, mascheroni, animali, e figure umane in atteggiamenti dinamici, scolpiti su marmo color terra di Siena con raffinatezza gotica.
All’esterno, il portale romanico del XIII secolo è decorato da colonne corinzie, un arco ricco di motivi floreali e una lunetta con un grande volatile, simbolo dei fedeli che si nutrono del cibo celeste.
Una leggenda locale vuole che la chiesa sia una delle cento costruite in una sola notte dal re Bove, per ottenere la dispensa papale a sposare la sorella. Mito e fede si intrecciano, facendo di Santa Maria Assunta non solo un monumento, ma un simbolo identitario per l’intera comunità.