Nel cuore della campagna molisana, tra distese di campi e antichi tratturi, si cela un luogo carico di storia, fede e mistero: la chiesa di Santa Maria della Strada, a Matrice. Ma il suo fascino va oltre l’architettura romanica: affonda le radici in una leggenda tanto affascinante quanto sorprendente, quella di Re Bove.
Si narra che Re Bove, follemente innamorato della propria sorella, chiese al Papa il permesso di sposarla. Il pontefice pose una condizione impossibile: costruire cento chiese in una sola notte. Disperato, il re si rivolse al diavolo, promettendogli la sua anima in cambio dell’impresa. La notte vide Re Bove e il diavolo costruire freneticamente, ma all’alba, con novantanove chiese erette, il re si pentì e invocò il perdono divino. Furioso, il diavolo lanciò un masso contro la chiesa di Santa Maria della Strada: ancora oggi, quel masso giace lì, muto testimone di questa storia.
Tra tutte le costruzioni, solo sette chiese sarebbero sopravvissute nei secoli, tra cui Santa Maria della Strada, uno dei gioielli più antichi del Molise, consacrato nel 1148. Oggi la piccola chiesa si erge solitaria su una collina, con la sua facciata in pietra calcarea piena di fossili e nummuliti, dettaglio che le conferisce anche valore scientifico.
La decorazione è un vero enigma: bassorilievi che mescolano scene bibliche, miti e racconti cavallereschi, griffoni che trasportano Alessandro Magno verso il cielo, draghi, agnelli e simboli di misteriose iniziazioni. L’interno, semplice e severo, custodisce dodici colonne tutte diverse tra loro e un antico sarcofago gotico, ultima dimora di Berardo D’Aquino.
Una visita qui è molto più che turismo: è un viaggio nell’incredibile intreccio tra storia, leggenda e spiritualità, sotto il cielo immenso del Molise.