Nascoste tra i boschi fitti e le pareti rocciose di Civitanova del Sannio, in località Civita, si celano le tracce di un’antica civiltà che ha lasciato il segno nella storia italiana: i Sanniti, più precisamente i Pentri, una delle tribù più importanti della lega sannitica. In questo angolo remoto del Molise si può ancora camminare tra le vestigia di un sistema difensivo progettato con intelligenza e forza, quando le guerre con Roma erano all’ordine del giorno.
Le fortificazioni, costruite in pietra locale non lavorata e poste “a secco”, si mimetizzano con il paesaggio, bloccando passaggi strategici tra rocce a strapiombo. Alcuni tratti murari, lunghi anche decine di metri, sono visibili ancora oggi e circondano antichi terrazzamenti: uno scenario affascinante che regala un tuffo nel tempo, tra natura selvaggia e architettura protostorica.
La tecnica costruttiva, rudimentale ma efficace, non prevedeva l’uso di strumenti per modellare o alleggerire i massi: i blocchi, alcuni dei quali superano i due metri cubi (e quindi le quattro tonnellate di peso), venivano semplicemente incastrati tra le rocce, creando barriere dissuasive su un versante chiuso da pareti verticali alte decine di metri. Non si trattava di architettura scenografica, ma di pura ingegneria difensiva.
Camminare tra queste pietre significa entrare in contatto diretto con un passato arcaico, duro e fiero, dove ogni blocco racconta una storia di resistenza, territorio e ingegno umano. Non aspettarti pannelli esplicativi o percorsi segnati: qui ci si muove lentamente, con rispetto, come se le pietre avessero ancora qualcosa da dire.