Lungo il fiume Vandra: cascate nascoste e silenzi di bosco incontaminato

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C’è un angolo del Molise dove il tempo rallenta, dove l’acqua canta e la natura avvolge in un abbraccio silenzioso. È lungo il fiume Vandra — o La Vandura, come lo chiamano in dialetto — uno dei corsi d’acqua più lunghi della provincia di Isernia, che si snoda per circa 30 chilometri tra suoli argillosi e impermeabili, con un carattere impetuoso e selvaggio.

La sorgente nasce tra le alture di Villa San Michele, oggi borgo abbandonato nel comune di Vastogirardi. Da qui si inizia a scendere lungo l’alveo del fiume, accompagnati da una natura che incanta: l’acqua è straordinariamente limpida, cristallina, specchio perfetto di un paesaggio incontaminato.

Il cammino lungo il Vandra è un susseguirsi di sorprese: piccole cascate, grotte silenziose, rocce coperte di muschio e pozze d’acqua trasparente che sembrano dipinte. La prima si trova in località Terra Ghianca, immersa tra rovi e canneti che ne nascondono l’ingresso, quasi a proteggerla come un segreto prezioso. Più avanti, nel cuore del sottobosco, si apre la seconda pozza: Malpass. Qui, l’acqua scivola in una cascata gentile, creando un piccolo anfiteatro naturale, intimo e poetico, dove il silenzio parla e invita alla meditazione.

Camminare lungo il Vandra non è solo un’escursione: è un rito lento, un incontro autentico con l’anima verde del Molise.

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