Sulle alture di Civitanova del Sannio, a ridosso del tratturo Lucera-Castel di Sangro, si trovano i suggestivi resti della chiesa e del monastero di San Benedetto de Iumento Albo, tra i più antichi del Molise. Immerso nella campagna, questo luogo affascina per la sua atmosfera sospesa tra storia, fede e natura incontaminata.
La storia del sito è documentata da pergamene conservate a Montecassino. Nel 1002 il comes Berardo e la moglie donarono all’abate Pietro una chiesa già esistente, situata “in loco qui vocatur Molendini Vetulus” (presso Bagnoli del Trigno), decidendo poi di affiancarle un monastero. Nel 1020 il complesso passò sotto il controllo dell’abbazia di Montecassino, entrando in una rete di alleanze monastiche che coinvolgeva anche i monasteri di Frosolone, Carovilli e Pietrabbondante. San Benedetto de Iumento Albo rimase legato a Montecassino almeno fino al XII secolo, come attestato dalle porte bronzee cassinesi e da documenti imperiali.
Oggi il sito conserva l’imponente campanile, restaurato grazie all’intervento della Soprintendenza e del Comune. Dal 2014 le indagini archeologiche dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli hanno permesso di liberare l’interno della chiesa dai crolli, riportando alla luce importanti elementi architettonici: il pilastro dell’arco trionfale, una torre quadrata addossata alla facciata e diversi livelli di pavimentazione.
Gli scavi hanno evidenziato un pavimento originario in lastre di arenaria, situato circa un metro sotto l’attuale superficie, oltre alla scala d’accesso al presbiterio, testimoniando la divisione tra area monastica e zona riservata ai laici. Le pareti della chiesa, un tempo interamente affrescate, conservano solo frammenti di intonaco.
Un evento drammatico, forse una pestilenza, portò all’innalzamento del piano di calpestio con terra e macerie e alla sepoltura collettiva di numerosi defunti. Contemporaneamente, il portale principale venne murato, modificando profondamente la struttura d’ingresso.
Infine, gli scavi hanno anche rivelato parte del chiostro meridionale ed orientale, pavimentato in lastre di scisto e utilizzato in seguito come area funeraria.
San Benedetto de Iumento Albo è un luogo che merita di essere conosciuto e valorizzato. Visitandolo, si compie un autentico viaggio nel tempo, alla riscoperta di radici profonde e ancora vive.