Nel cuore del Molise, nel comune di Civitanova del Sannio, si trova un autentico tesoro della preistoria: il rifugio roccioso di Morricone del Pesco, situato in località Pietra Spaccata, nei pressi dell’antico tratturo Lucera-Castel di Sangro. Circondato da una natura rigogliosa e profumata – con ginestre che in primavera colorano il paesaggio di giallo brillante – questo sito custodisce le più antiche pitture rupestri della regione.
Scoperto nel 2011 da Guido Lastoria, abitante del posto, il riparo di Morricone del Pesco ha subito attirato l’attenzione di archeologi e studiosi. Le ricerche condotte dalla cooperativa archeologica “Le Orme dell’Uomo” e dall’Università di Ferrara hanno confermato l’importanza eccezionale di questo luogo: si tratta infatti della prima testimonianza di arte rupestre mai individuata in Molise, con pitture e incisioni risalenti al Tardo Paleolitico superiore (tra 35.000 e 10.000 anni fa) e all’Età del Ferro (950-720 a.C.).
Le superfici levigate della roccia, modellate nel corso dei millenni da ghiaccio e agenti atmosferici, sono composte da marna, una miscela di calcare e argilla risalente a circa 20 milioni di anni fa. Su queste pareti si conservano disegni realizzati con carbone ed ematite, oltre a incisioni effettuate con strumenti metallici primitivi. Le raffigurazioni spaziano da figure antropomorfe a motivi geometrici, da animali stilizzati a gruppi di linee e simboli misteriosi ancora da interpretare.
Il contesto paesaggistico amplifica il fascino del sito. È immerso infatti in un territorio verde e tipicamente montano a ridosso del paese, osservandolo dall’alto. Non è solo un luogo di rilevanza storica, ma anche uno spazio immerso nella bellezza selvaggia dell’Appennino molisano.
Il riparo di Morricone del Pesco rappresenta oggi un punto di riferimento fondamentale per la conoscenza della preistoria nel Centro-Sud Italia e una meta imperdibile per chi ama l’archeologia, la natura e la scoperta delle radici più antiche dell’uomo.