Riserva Naturale di Montedimezzo: Patrimonio UNESCO, per passeggiate nella natura

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Una macchia verde, l’ingresso nella foresta accolto da abeti bianchi, cerri imponenti, falsi cipressi e, soprattutto, il personale del Corpo Forestale dello Stato che, con passione e gentilezza, guida tra i sentieri di questo patrimonio naturale.

La Riserva Collemeluccio–Montedimezzo, situata nell’Alto Molise, copre una superficie di 637 ettari e rappresenta uno dei primi esempi italiani di area protetta riconosciuta dall’UNESCO. Istituita nel 1977 insieme al Parco Nazionale del Circeo, fa parte del programma “L’Uomo e la Biosfera” (MAB) dell’UNESCO, volto a promuovere un equilibrio tra sviluppo umano e conservazione della biodiversità.

Le foreste della riserva vantano una storia millenaria: dagli Angioini nel XIII secolo, ai monaci certosini, fino ai Borbone che nel 1825 la proclamarono Reale Riserva di Caccia. Dopo l’Unità d’Italia, nel 1908, passò sotto la tutela dell’Amministrazione Forestale. Un susseguirsi di epoche e gestioni che hanno lasciato intatto il valore naturalistico dell’area.

Oggi la riserva coinvolge sette comuni – Carovilli, Chiauci, Pescolanciano, Pietrabbondante, Roccasicura, San Pietro Avellana e Vastogirardi – riuniti nel Consorzio Asso MAB Alto Molise. Questo territorio custodisce tradizioni agro-silvo-pastorali autentiche, con eccellenze come i formaggi artigianali e il pregiato tartufo molisano, definito il “diamante vegetale”.

La quota elevata, dai 925 ai 1284 metri di altezza, garantiscono condizioni ottimali per attività all’aria aperta e frescura anche in estate. Oltre al museo naturalistico, accessibile a tutti grazie all’assenza di barriere architettoniche, è possibile visitare anche un’ampia area faunistica dedicata al recupero della fauna selvatica. I visitatori possono inoltre percorrere in autonomia sentieri ben segnalati, ideali per escursioni a piedi o in mountain bike.

La riserva si appresta ora a una nuova candidatura UNESCO per un ampliamento che valorizzi ulteriormente le attività sostenibili e le economie locali. Oltre ai sentieri immersi nella natura, la riserva offre anche un museo naturalistico che racconta la storia dei boschi e della fauna locale.

Mappa

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