Situato a 1500 metri di altitudine, l’Eremo di San Luca si trova in un luogo di straordinaria bellezza naturale. Costruito sfruttando una cavità naturale alla base di una parete rocciosa, è considerato uno degli eremi rupestri più imponenti del Molise. L’interno è scavato nella roccia, mentre le pareti esterne sono in pietra o legno. L’eremo si compone di due ambienti distinti: uno fungeva da abitazione, l’altro era una cappella dedicata alla preghiera, dotata di un altare con l’immagine del Santo.
Secondo la leggenda, San Luca si sarebbe riposato in questo luogo durante il suo viaggio da Roma alla Palestina. Nei secoli, diversi eremiti vi avrebbero vissuto in solitudine e povertà.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, l’eremo fu un rifugio per un gruppo di soldati neozelandesi fuggiti dal campo di prigionia di Fonte d’Amore, a Sulmona. Aiutati dagli abitanti dei villaggi vicini, pagarono caro l’atto di solidarietà: i Fratelli Fiadino di Capracotta furono giustiziati dai soldati tedeschi per aver prestato soccorso.
Oggi, l’Eremo di San Luca continua a essere un luogo di culto e tradizione. Ogni anno, il 10 settembre, gli abitanti di Pescopennataro e i fedeli della zona trasportano in processione l’immagine del Santo attraverso il paese. Il 18 ottobre, l’icona viene riportata a piedi fino all’eremo, in un rito che unisce fede e memoria.