A Sant’Elena Sannita, tra antiche case in pietra e paesaggi montani, sorge il Museo del Profumo, custode di una collezione di oltre 1500 esemplari. Questa istituzione unica in Europa racconta una storia affascinante, intrecciata con quella degli arrotini.
L’arrotino, noto per affilare lame porta a porta, dovette reinventarsi nel primo dopoguerra. Molti emigrarono verso le grandi città, come Roma e Napoli, iniziando a collaborare con macellai e produttori di coltelli di Frosolone. La svolta avvenne quando gli arrotini entrarono in contatto con i barbieri, apprendendo l’uso di strumenti e prodotti sconosciuti al loro paese: pennelli, lozioni, acque di colonia. Così nacque un commercio tra Sant’Elena e le città, gettando le basi per l’attività profumiera.
Nel dopoguerra, alcuni aprirono botteghe per vendere articoli per barbieri e, successivamente, profumi. Il fenomeno portò alla nascita di oltre cinquecento profumerie a Roma, alcune delle quali specializzate in settori particolari. Figure come Sergio Zoppo e Antonio Ruberto si distinsero nell’affilatura degli strumenti chirurgici. Oggi, solo le aziende che hanno puntato su profumi di nicchia, come le famiglie Muzio e Durante, sono sopravvissute.
Il Museo del Profumo si sviluppa su due piani e custodisce pezzi storici di profumeria moderna, inclusi strumenti di barbieri e profumieri dall’Ottocento in poi. Un orto botanico annesso promuove la ricerca per la creazione di nuove essenze. La collezione, salvata dalla famiglia Muzio e donata alla Fondazione “Il Cammino del Profumo”, racconta il patrimonio profumiero santelenese, contrastando lo spopolamento del paese.
Dalla ricerca botanica sono nati profumi esclusivi, come Voìra e Ventunora. Voìra, ispirato al vento freddo della zona, racchiude note di legno e ferro, evocando il lavoro degli arrotini. Ventunora, invece, è un omaggio alle giovani donne che, nel tardo pomeriggio, uscivano per incontrare i ragazzi. Le sue note di arancia, bergamotto, gelsomino e sandalo incarnano femminilità e mistero.
Il percorso espositivo si snoda tra ampie sale e antiche vetrine restaurate, offrendo un viaggio attraverso la storia del profumo, dalla medicina all’alchimia, fino alla moderna industria profumiera. Al tramonto, tra flaconi di cristallo e fragranze senza tempo, il Museo del Profumo si rivela non solo custode di memorie, ma un ponte tra passato e futuro, dove essenze e storie si fondono oltre mode e confini.