Acquaviva Collecroce (Živavoda Kruč) è uno dei tre comuni a minoranza etnica e linguistica croati del Molise. Situato tra le colline del basso Molise, il paese deve il suo nome all’abbondanza di sorgenti e al colle della Croce. La comunità locale ha mantenuto lingua e tradizioni slave, parlando ancora oggi il dialetto stocavo, risalente al XV secolo, quando popolazioni slave vi si insediarono per ripopolare l’area dopo devastanti terremoti.
Nel centro storico, oltre a sentire ancora il croato-molisano (na-našu), si possono ammirare simboli misteriosi come la stella a otto punte, una croce templare e il Quadrato Magico del Sator, la cui origine resta sconosciuta. La Chiesa di Santa Maria Ester, fondata dai Cavalieri di Malta nel ‘500 e ristrutturata in stile barocco nel 1715, conserva opere d’arte tra cui un San Michele Arcangelo attribuito a Paolo Saverio di Zinno. Particolare è la posizione della facciata, rivolta verso il borgo e non la piazza, quella principale del paese, realizzata successivamente.
Tra i personaggi illustri di Acquaviva si ricordano Nicola Neri, patriota giustiziato nel 1799 per il suo coinvolgimento nella Repubblica Partenopea, e Giovanni De Rubertis, che ha studiato e diffuso la conoscenza delle colonie slave del Molise nel ‘900.
Il paese conserva tradizioni artigianali come la tessitura a mano, mentre il tombolo è ormai scomparso. Tra le festività più sentite vi sono la celebrazione di San Michele Arcangelo (29 settembre e 8 maggio), San Biagio (3 febbraio), con i tipici “Kolači” ripieni di mosto cotto, e il “Maj” del primo maggio, un rito primaverile con un cono antropomorfo decorato con fiori e erbe. Durante la Vigilia di Natale viene accesa la “Smrčka”, una grande fiaccola davanti alla chiesa.
La gastronomia locale offre salumi come salsiccia, ventricina e soppressata, oltre a piatti tipici come cavatelli con sugo di salsiccia, spezzatino con cacio e uova, e la “panunda”, una pagnotta ripiena di peperoni e salsiccia fritta. Piatto tradizionale è il Varak, una zuppa di legumi preparata per San Donato (7 agosto), e i tagliolini al latte per l’Ascensione. Tra i dolci, i calcioni ripieni di ceci, le caragnole fritte con miele, i mostaccioli e il fiadone con ricotta o formaggio per Pasqua.