Belmonte del Sannio, situato a 864 metri s.l.m. nell’Alto Molise, offre un suggestivo panorama tra storia e natura. Il paese, attraversato dal torrente Sente, si trova nei pressi dell’omonimo viadotto, tra i più alti d’Europa.
L’origine del nome potrebbe derivare da “bellum” (guerra) o da “bel monte” per la bellezza del paesaggio. L’aggiunta “del Sannio” risale all’Unità d’Italia.
La prima testimonianza storica sulla presenza sannita è fornita da Tito Livio, che menziona Ovio Paccio, sacerdote sannita, e il giuramento sacro dei guerrieri a Pietrabbondante. Una tomba attribuita allo stesso Ovio Paccio si trova a Colle Sant’Angelo. Nel medioevo, Belmonte fu feudo dei Borrello, passando poi ai Caracciolo e ai Tappia, con il palazzo baronale costruito sui resti di un castello medievale.
Il centro storico conserva monumenti di rilievo. Tra questi sono da menzionare la Torre Longobarda del IX secolo, situata nel borgo antico, con ingresso e finestra in cima, il Palazzo dei Principi Caracciolo (1650-1806), ex dimora dei baroni Lemmis, appartenuta a diverse famiglie nobili, la menzionata Tomba di Ovio Paccio, risalente al 295 a.C., la Chiesa madre del Santissimo Salvatore del 1600 in stile neobarocco e i Ruderi della chiesa di Santa Maria della Noce legate alla leggenda sulla traslazione miracolosa della Madonna di Belmonte.
Dal punto di vista naturalistico Belmonte del Sannio offre diversi boschi suggestivi, come il bosco dell’Impero, della Difesa, di Rocca l’Abbate e delle Portelle.
Tra le tradizioni locali spicca la ndòccia, torcia accesa alla vigilia di Natale, simile alla ‘Ndocciata di Agnone, usata anticamente per illuminare il percorso verso la chiesa e per scaldare il Bambinello. La festa principale è la Festa Patronale di Sant’Anacleto, celebrata il 13 luglio.
La gastronomia locale include piatti tipici dell’Alto Molise come il fiadone, una sfoglia ripiena di formaggio, le lasagne a pezzi con ragù di agnello e la polenta con ragù di salsiccia, specialità della tradizione montana.