Carovilli, borgo dell’alto Molise a 900 metri di quota e situato lungo un tratturello di collegamento tra i tratturi Lucera-Castel di Sangro e Celano-Foggia, ha una storia che affonda le radici nell’epoca sannita. Resti di necropoli, fortificazioni e un tempietto italico sono visibili sul Monte Ferrante.
Il primo insediamento sorse attorno alla chiesa di S. Pietro di Tasso, costruita dai Benedettini. Nel 1450 il paese si spostò alle pendici del monte, dove venne eretta la chiesa di S. Maria Assunta. Il nome “Carovilli” potrebbe derivare dal console Spurio Carvillo, citato da Livio.
Durante il Medioevo, il borgo fu feudo dei Borrello e, dal 1799, fece parte del Dipartimento del Sangro. Con la riforma del 1811 divenne capoluogo di Circondario, comprendente Pescolanciano, San Pietro Avellana e Chiauci.
La chiesa di S. Maria Assunta, edificata nel ‘400, ospita le spoglie di S. Stefano del Lupo, patrono del paese. Ha tre portali con torre campanaria e un’acquasantiera del XVI secolo decorata con un serpente in rilievo. In frazione Castiglioe, si trovano le chiese di San Nicola.. Ancora da citare i ruderi del convento benedettino di S. Pietro del Tasso, risalente al X secolo, che si trovano accanto alla “Fonte del Convento”. In ultimo, la chiesa di S. Domenico, legata alla transumanza, situato sul tratturo.
La casa natale di S. Stefano del Lupo conserva una cappellina con un quadro del Santo. La Fontana di Bacco, in piazza Municipio, è una scultura in ghisa della fonderia francese “Val d’Osne”, replica de “L’Automne” di Mathurin Moreau.
Carovilli mantiene vive antiche tradizioni. La “Tresca”, trebbiatura del grano con cavalli, si celebra a fine agosto presso la chiesa di S. Domenico. Il 19 luglio si festeggia S. Stefano del Lupo con una solenne processione. Il presepe vivente del 26 dicembre si svolge tra capanne tradizionali e si conclude con una fiaccolata.
Dal 1981, ad agosto, si tiene la “Marcialonga”, corsa di 11 km nei boschi. Il 13 giugno, l’”Asta di S. Antonio” vede la vendita all’asta di prodotti locali e piccoli animali benedetti. La notte tra l’1 e il 2 novembre si celebra “La Mort’ Cazzuta”, con piatti di “sagne e jierve” lasciati ai defunti e zucche intagliate per spaventare i vivi.
Carovilli è famoso per i prodotti caseari, funghi e tartufi, già apprezzati nel Settecento. Piatto tipico è la “lsconda maritieta”, pane fritto nello strutto dopo essere stato immerso nell’uovo.