Castelbottaccio, piccolo borgo del Molise, si trova su una collina che domina la valle del Biferno. Sebbene non visibile dalla Bifernina, lo si può ammirare in tutta la sua bellezza arrivando da Lupara. Il paese vanta una storia millenaria e un’evoluzione toponomastica che, dal nome originario Calcabuczam, lo ha portato a essere chiamato Castelbottaccio.
Fondato dai Normanni nel X secolo, era protetto da mura e torri e comprendeva già la chiesa di Santa Maria delle Grazie. In epoca rinascimentale e barocca il castello fu trasformato in palazzo signorile. Fino al XVIII secolo il borgo fu feudo di diverse famiglie nobili, tra cui i Marchisio, i Conza, i Piscicelli e i Cardone. Olimpia Frangipane, moglie di Francesco Cardone, rese il palazzo un centro culturale, attirando l’attenzione dei conservatori dell’epoca.
Tra i luoghi di interesse spiccano la chiesa di Santa Maria delle Grazie, con le statue di San Giuseppe e della Vergine delle Grazie, la cappella di Santa Giusta, che ospita una tela di Arnaldo de Lisio, e le chiese di San Oto e San Rocco. Meritano una visita anche il palazzo baronale, la croce stazionaria, piazza della Vittoria con il simbolo del paese – una botte sormontata da mura – e la morgia Corvara, caratteristica formazione rocciosa.
Le tradizioni rivestono un ruolo centrale nella vita del borgo. Il 12 giugno si accende un grande fuoco in onore di Sant’Antonio, mentre a luglio si festeggiano San Oto e la Madonna delle Grazie. Ad agosto si celebra Santa Giusta con una suggestiva fiaccolata.
Durante le sagre si possono assaporare prodotti tipici come scamorze, pecorino e la “pizza scimia”, una pizza non lievitata cotta sul camino e servita con salsiccia e formaggio fresco.
Castelbottaccio, con il suo patrimonio storico, artistico e gastronomico, è una meta ideale per chi vuole scoprire le tradizioni e il fascino autentico del Molise.