Arroccato su una rupe di tufo, Castellino del Biferno domina la valle omonima. Il paese ha subito gravi danni dal terremoto del 2002, con parte del centro storico ricostruito e altre aree ancora in rovina. A causa delle frequenti frane, è noto come “il paese che si muove”. Per ovviare a questa instabilità, durante il periodo fascista fu costruito l’agglomerato di Castellino Nuovo, su terreni espropriati al vicino comune di Petrella Tifernina.
Le origini del borgo risalgono a prima dell’anno 1000, quando le popolazioni locali si rifugiarono sulla “rupe delle Cucciole” per sfuggire alle incursioni barbariche e saracene. Nel corso dei secoli, Castellino appartenne a varie famiglie nobiliari, tra cui i D’Evoli, i De Capua e i Caracciolo, fino all’ultimo feudatario, Scipione di Sangro. Oggi è un borgo tranquillo che si anima d’estate con sagre e eventi culturali.
Tra i luoghi di interesse spicca la chiesa di San Pietro in Vincoli, che conserva un fonte battesimale sotto la statua di San Giovanni, un confessionale e un coro ligneo del 1812. Poco distante dal paese, la chiesa della Madonna delle Grazie, risalente al XIV secolo, custodisce una lastra di pietra con l’impronta di un ferro di cavallo. Secondo la leggenda, Antonio Romacieri, custode del Palazzo Ducale, tentò di entrare a cavallo nella chiesa per sfuggire a un temporale, ma la soglia cedette e uno zoccolo rimase impresso nella pietra.
La biblioteca comunale ospita una mostra dedicata all’artigianato e alla civiltà contadina, con oggetti che raccontano il passato del borgo. Castellino era noto per i suoi scalpellini le cui opere, tra cui portali in pietra bianca e cenerina, sono ancora visibili nel centro abitato.
Le tradizioni locali sono vive nelle festività: a Sant’Antonio Abate si prepara la “ricciata”, mentre a Carnevale si tiene un corteo di maschere. L’evento più celebre è “U’ Pizzicantò”, una competizione durante la festa di Sant’Antonio da Padova, in cui squadre di 13 partecipanti formano una piramide umana e percorrono le vie del paese, concludendo con una festa se la struttura resta in piedi.