Nel cuore del Molise, tra le aree interne e di confine, sorge Jelsi, un borgo ricco di storia e tradizione. Situato su un panoramico colle che domina la valle del Fortore, il paese conserva un affascinante centro storico di origine medievale.
Le origini di Jelsi sono incerte: alcuni ritengono che il nome derivi da colonie di zingari, chiamato nel 1494 “Terra Gyptie”, mentre altri lo collegano alla tribù degli Zingani, parte del popolo bulgaro. Nei registri angioini, il borgo appare come “Gittia”, divenendo poi “Gitium” e “Gelzi”. Le prime testimonianze certe risalgono al 1269, quando Carlo I d’Angiò donò il feudo a Bertrando di Belmonte. Nei secoli successivi, Jelsi passò sotto il controllo di varie famiglie nobiliari, tra cui i Carafa.
Il centro medievale si sviluppa su una pianta a fuso di origine romana, con il decumano ancora visibile in Via S. Andrea. Sorge su uno sperone calcareo a strapiombo sul torrente Carapelle e ospita edifici storici di rilievo. In Largo Chiesa Madre si trovano la Chiesa di S. Andrea Apostolo (XI sec.), ricostruita dopo il terremoto del 1805, e il Palazzo Ducale dei Carafa (XVI sec.). Di grande interesse è la Cripta della SS. Annunziata (XIII sec.), con affreschi del XIV secolo, tra cui una rara rappresentazione di Cristo nudo in età adulta.
Nel resto del paese si possono ammirare il Palazzo Valiante, la Casa Pinabello, il Palazzo Civico e la Fontana dei Delfini. Nei dintorni sorgono il Santuario di Santa Maria delle Grazie, con l’annesso Museo del Grano, le Grotte di Civitavecchia, il Parco paleontologico, Colle San Pietro e il Parco “Valle del Cerro”. Poco fuori dall’abitato, si trova un antico ponte romano ricostruito nel 1823.
Jelsi è celebre per la “Festa del Grano” in onore di Sant’Anna, durante la quale carri trainati da buoi sfilano per il paese fino all’aia di Sant’Anna, dove il grano viene benedetto e trebbiato. Un’altra tradizione è quella dell’Uomo Orso, legata al carnevale, mentre tra le manifestazioni recenti spicca la “Sagra du Funnateglie”.
La gastronomia locale è ricca di sapori autentici. Il piatto simbolo è “u funnateglie”, seguito dal baccalà preparato in varie versioni. Tra i dolci spiccano i “cauzuni”, rustici farciti con ceci e miele, e la “mpanatella”, a base di verdure candite con lardo e pizza di farina di mais.